In Molise partirà un corso di laurea in AI. (E c’è anche la vista mare)
In Molise aprono un corso di laurea in AI. E l’aula ha vista mare.
No, non è uno scherzo.
A Termoli, sul lungomare adriatico, ha appena aperto i battenti un corso di laurea interateneo in Ingegneria Informatica per l’Automazione e l’Intelligenza Artificiale. Anno accademico 2026-2027. Università del Molise + Università d’Annunzio di Chieti-Pescara, insieme.
Sono termolese. E quando ho visto la notizia mi sono fermato.
Non perché sia la prima volta che la mia città fa qualcosa di interessante nel tech — ma perché stavolta la storia dietro è davvero buona.
I numeri che spiegano perché questo corso esiste
Il professor Antonio Cianfrani, che ha coordinato il team che ha progettato il corso, ha aperto con un dato secco: in Italia servono circa 14.000 professionisti dell’AI all’anno. Il sistema universitario ne forma 4.000.
Diecimila persone mancano ogni anno. Non perché il lavoro non ci sia — perché non esistono abbastanza posti dove imparare a farlo davvero.
Il corso nasce qui. In questo buco.
Chi ha parlato e cosa ha detto
La conferenza di presentazione ha messo sul palco sette relatori. Ve li racconto nell’ordine in cui sono rimasti impressi.
Michele Tufano — ingegnere AI in Google, collegamento dagli USA
È lui il cuore della storia. Lavora nel gruppo GenAI di Google, negli Stati Uniti. Non è partito da Stanford. Non dal MIT. È partito dall’Università del Molise, con una tesi magistrale sviluppata insieme al professor Oliveto — uno dei docenti di questo corso.
Ha spiegato come sta cambiando il mestiere dell’ingegnere software in tre fasi: prima eri un muratore del codice, scrivevi riga per riga. Poi è arrivato l’AI come copilota — ti suggerisce blocchi di codice, ma sei ancora tu a guidare. Adesso siamo all’era agentica: sistemi che ragionano su obiettivi complessi, pianificano, eseguono, testano. In autonomia.
Ha mostrato un prototipo Google in cui l’AI genera codice funzionante senza che l’umano scriva nulla. Poi ha detto la cosa che mi ha colpito di più: l’AI non sostituirà gli ingegneri. Sostituirà quelli che fanno cose ripetitive senza capirle. Chi saprà governarla troverà più lavoro, non meno.
Non è rassicurazione di circostanza. Viene da qualcuno che questo lavoro lo fa ogni giorno.
Professor Rocco Oliveto — direttore del dipartimento, UniMol
Ha fatto una distinzione che sembra semplice ma non lo è: c’è differenza tra saper usare uno strumento AI e capire come funziona davvero. Il corso punta alla seconda. Ha definito l’AI “efficientemente stupida” — produce risultati impressionanti ma ha bisogno della creatività umana per essere utile. È una delle frasi più oneste che ho sentito dire sull’argomento.
Professor Antonio Cianfrani — coordinatore del progetto
È il docente che ha guidato il team misto — professori di entrambi gli atenei — che ha lavorato un anno intero per costruire questo corso da zero. Ha analizzato i report del World Economic Forum, ha mappato le richieste reali del mercato, e ha progettato un percorso che parte dalle basi di matematica e informatica per arrivare a Machine Learning, Deep Learning e AI generativa, Robotica e IoT nel terzo anno. Nove crediti di tirocinio diretto in azienda.
Le aziende già coinvolte nel progetto includono Leonardo, Stellantis, ESA e Ferrovie dello Stato. Non esattamente un elenco di piccole realtà locali.
Rettore Vanoli — Università del Molise
Ha sottolineato una cosa interessante: il Molise è la prima regione italiana cablata in alta velocità. Infrastruttura che, dice lui, la rende ideale per sviluppare tecnologie come cybersicurezza e AI. L’obiettivo dichiarato è formare chi governa l’automazione, non chi la subisce.
Rettore Stuppia — Università d’Annunzio
Ha inquadrato la collaborazione interateneo come un modello alternativo: invece di competere per lo stesso territorio, i due atenei hanno scelto di fare rete.
E qui c’è una cosa che vale la pena capire bene, perché non è solo una questione di loghi sulla pergamena.
Gli iscritti sono a tutti gli effetti studenti di entrambe le università. Accesso ai laboratori di entrambe. Accesso ai servizi di entrambe. Se uno studente di Termoli entra nella sede di Pescara, viene riconosciuto come studente di casa — non come ospite. Le competenze dei docenti, le infrastrutture, i network di ricerca di due atenei messi insieme su un unico percorso.
Non è una fusione. È una rete. E per uno studente significa avere il doppio delle risorse senza dover scegliere tra le due.
Il Presidente della Regione e il Sindaco di Termoli hanno completato il quadro istituzionale: 10 milioni di euro in arrivo per un campus con alloggi, sede concessa in comodato fino al 2050, lavori di ristrutturazione già completati.

Cosa si studia, in concreto
Triennale L8 in Ingegneria dell’Informazione. Il percorso parte dalle fondamenta — Analisi matematica, Algebra lineare, Fisica, Architettura degli elaboratori — e costruisce verso le specializzazioni: Machine Learning, Deep Learning e AI generativa, Robotica, Sensori e IoT, Sviluppo assistito da AI.
Dodici crediti a scelta libera. Nove di tirocinio. Una tesi da tre crediti.
Solido. Più concreto di quanto mi aspettassi.
Quello che penso
Sono cresciuto a Termoli. So cosa significa scegliere tra partire e restare — e so quanto spesso quella scelta non sia davvero libera.
Questo corso non risolve tutto. Ma sposta qualcosa di reale. Dice a un ragazzo di Termoli, del Molise, dell’Abruzzo che esiste un posto, a casa sua, con vista mare — dove si impara a costruire i sistemi AI che tutto il mondo sta cercando disperatamente di capire.
E c’è già qualcuno che quel percorso lo ha fatto. Si chiama Michele Tufano, lavora a Google, ed è partito da qui.
Le iscrizioni aprono per il 2026-2027. Se conosci qualcuno che sta valutando dove andare, passagli questa storia.
